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Le Opzioni, strumento per ridurre il rischio

02/10/2018


La capacità di gestire i rischi è ciò che separa un trader di successo da chi non è in grado di portare a casa delle performance in modo costante.

Quando si opera sui mercati, la maggioranza degli strumenti presenta un aspetto lineare. Ovvero c’è una relazione paritaria tra quanto si può guadagnare o quanto si può perdere in base a un movimento al rialzo o al ribasso.

Diversamente, le Opzioni introducono un elemento di discontinuità. Infatti, se acquistate, consentono di operare in modo direzionale avendo già uno stop-loss limite, ovvero il premio (prezzo) dell’opzione stessa; se vendute consentono di incassare subito il massimo utile, ma poi bisogna saper gestire opportunamente le potenziali perdite.

La combinazione di opzioni acquistate e vendute, eventualmente utilizzate insieme al sottostante (indici, azioni, bond ecc.), consentono un’ampia varietà di soluzioni per il trader evoluto, che arrivano sino ai confini dell’ingegneria finanziaria.

Il solo acquisto di una Put su un certo indice azionario, è un semplice ed efficace strumento per coprire portafogli di azioni nelle fasi in cui ci si attende maggior turbolenza, come per esempio quando sono in calendario importanti riunioni da parte delle Banche Centrali.

Nel grafico seguente, a titolo di esempio viene mostrato l’effetto di 2 Put acquistate (strike 20500, scadenza 1 mese, prezzo 370 punti), su una strategia rialzista con acquisto di Future sul Ftse Mib a 20740 punti. Come si vede, per qualsiasi discesa sotto 20500, la perdita rimane costante per effetto della protezione delle Put.



Ci sono poi una serie di strategie che consentono di definire subito utile e perdita massimi, cosa che facilita notevolmente la gestione del rischio.

Ma vi è un ulteriore notevole utilizzo delle Opzioni, poiché consentono di avere molte informazioni sul sottostante.

Occorre partire dal fatto che si tratta di un mercato di specialisti, di persone ben informate e ben addestrate nel leggere i mercati. Normalmente un trader guarda un grafico con tempi e prezzi; meglio ancora se aggiunge i volumi. Attraverso un attento studio della dinamica degli acquisti/vendita delle opzioni put e call si possono individuare cosa pensano gli “specialisti” sul sottostante sul quale operano. Non solo si possono intravedere dei supporti e delle resistenze che, magari, dal grafico non sono evidenti, ma si può intuire se il sentiment su quel sottostante è più rialzista o più ribassista.

Proprio la lettura del sentiment è un ulteriore grande cavallo di battaglia del mondo delle opzioni. Ormai molti trader conoscono bene strumenti quali Vix e Vstoxx o indici simili. Sono indicatori che rispecchiano la Volatilità implicita, ovvero quella espressa dai prezzi medi delle opzioni. Ben sappiamo come picchi massimi di volatilità possono avvenire in concomitanza con minimi di mercato, mostrando la loro intensità e, quindi, la possibile tenuta come futuri supporto di prezzo.

In definitiva per i trader è opportuno conoscere le Opzioni, sia per capire meglio i movimenti del mercato, sia per avere strumenti adeguati per gestire il rischio. L’unico limite, se di questo si tratta, è la loro complessità, che non richiede sforzi eccessivi ma un po’ di costanza nello studio.


Vedi tutti gli interventi di Eugenio Sartorelli.