Analisi di Sentiment e Trading

di Manuel Ridolfi | Eugenio Sartorelli, trader professionista ed esperto in Opzioni, dà appuntamento il 23 ottobre 2019, in sala Financial Forum 1 (ore 10:45-11:45).


“L’analisi dei prezzi, a ben vedere, non è nient’altro che un’analisi di sentiment”. Parla così Eugenio Sartorelli, descrivendo il suo prossimo intervento alla TOL Expo di Palazzo Mezzanotte. Per formazione, Sartorelli ha un approccio decisamente scientifico ai mercati finanziari. Parlano chiaro la sua laurea in ingegneria aeronautica e un Master in Business Administration. E’ socio professionale SIAT (Società Italiana Analisti Tecnici) e vanta diverse pubblicazioni. Al largo pubblico è conosciuto soprattutto come specialista in Futures e Opzioni.

Cosa significa esattamente “analisi di sentiment”?

L’analisi tecnica in generale è principalmente un’analisi di sentiment. Infatti, se il prezzo di un certo asset esprime, in un dato istante, l’equilibrio delle opinioni che gli attori del mercato hanno, l’analisi dell’andamento di questi prezzi non è altro che un’analisi di questo sentiment. Un’analisi che si può fare con l’ausilio delle più svariate tecniche.

Ad esempio?

Sappiamo che l’uso delle candele giapponesi parte dal presupposto che se si realizzano certe configurazioni (ovvero i pattern), è più probabile che vi siano alcuni sviluppi di mercato piuttosto che altri. Anche l’utilizzo delle divergenze tra i prezzi di un certo mercato e un suo oscillatore, viene ritenuto un segnale di variazione di sentiment all’interno di un trend. L’obiettivo è sempre lo stesso: valutare le dinamiche del mercato. L’importante è farlo su basi statistiche e non deterministiche.

Altri strumenti?

Vi sono poi strumenti più sofisticati di analisi di sentiment che, per esempio, mettono a confronto il numero di titoli al ribasso rispetto al numero di quelli al rialzo di un certo indice (Advance/Decline line). In questo caso si parla di indicatori di “respiro” del mercato. Vi sono poi molti indicatori derivati dal mondo delle Opzioni (come Vix, Vstoxx, P/C ratio) che aiutano moltissimo ad individuare fasi di paura, ovvero di allontanamento dal rischio, rispetto a fasi caratterizzate da maggior fiducia degli operatori.

Come gestire questi indici di volatilità?

Ormai gli indici di Volatilità Implicita sono molto diffusi su tutti i principali mercati: indici, azioni, commodities, valute. E’ importante però, anzi fondamentale, sapere ponderarli con cognizione di causa per non incorrere in errori. Ad esempio, non sempre eccessi al rialzo o al ribasso indicano una svolta per quel mercato. Ragione per cui è sempre utile integrarli con altri indicatori come può essere lo skew di volatilità, ovvero variazioni di volatilità per opzioni su differenti scadenze o differenti strike. Questi strumenti sempre più stanno diventando un bagaglio insostituibile per qualsiasi analista e trader.

Cosa c’è nel futuro?

La nuova frontiera dell’analisi di sentiment è legata certamente ai big data prodotti costantemente dal web. Vi sono dei “sistemi esperti” che cercano di dare significatività a tutto questo “rumore” di fondo. Per esempio, si cercano di individuare delle fonti più “autorevoli” di altre e in base al numero di volte e al tono con cui viene menzionato un certo titolo azionario, possono perfino scaturire dei segnali di acquisto o di vendita. Tutto questo sarà sicuramente un campo di sviluppo e di scontro per numerosi hedge fund, trader e operatori dei mercati finanziari.

Pubblicato il 26/09/2019