L'importanza strategica del Market Maker

di Leonardo Ricci | Per l'efficiente funzionamento dei mercati, sia in condizioni "normali" che "eccezionali", è fondamentale poter accedere alla necessaria liquidità, quando altri operatori sono meno inclini a scambiare.

L’ecosistema finanziario necessita di operatori in grado di migliorare l’efficienza dei mercati, dando la possibilità ai diversi attori di accedere alla liquidità.
Nell’attuale contesto macroeconomico gli investitori si trovano a navigare in generale clima d’incertezza.
Il recente susseguirsi di eventi e notizie, contestualmente alle prossime scadenze economiche e politiche, hanno risvegliato un’assopita volatilità di mercato, definendo anche il trend per il prossimo breve/medio periodo.
L’inizio di questo trend si è registrato ad agosto, quando l’indice VSTOXX ha segnato un primo picco a seguito dell’inasprimento delle tensioni USA-Cina.
E’ plausibile aspettarsi che lo sviluppo degli eventi in Europa, e a livello globale, congiuntamente all’eccezionale contesto di tassi d’interesse negativi (e alla relativa mancanza di crescita), altro non possano fare che sostenere questo andamento.

 
Scenario
 
Un contesto di incertezza, e aumentata volatilità, potrebbe portare ad un generale aumento degli scambi sul mercato. In passato si sono però verificate situazioni in cui le banche e altri operatori specializzati, a seguito dell’incapacità di processare correttamente i rapidi e inaspettati movimenti di mercato, hanno preferito non quotare le richieste e “chiamarsi fuori” dal mercato, proprio nel momento in cui gli investitori avevano maggior necessità di liquidità.
I Market Maker sono stati la principale istituzione finanziaria in grado di garantire la presenza di un Buyer e un Seller con cui poter scambiare i titoli.
In uno scenario “normale” di negoziazione, ogni intermediario o istituzione finanziaria è in grado di partecipare agli scambi di mercato, e aumentarne la liquidita; è invece in momenti di shock in cui si ha veramente bisogno di un Mrket Maker per poter scambiare.
 
A conferma della forte correlazione fra la market share di Optiver e la volatilità di mercato, lo scorso 6 febbraio 2018, quando l’indice VSTOXX ha registrato un salto di 10 punti intraday e il VIX di 28, la nostra market share “on screen” di Exchange Traded Products è passata da una media di 23% a un livello record di 37%1 mentre sulle principali piattaforme “Off exchange” per ETP circa 2 contratti su 5 sono stati conclusi con Optiver quel
giorno 2.
 
Ruolo di un Market Maker nel migliorare il mercato
 
Come Market Maker abbiamo un ruolo strategico nell’ecosistema finanziario, in quanto contribuiamo a migliorarne l’efficienza dando la possibilità ai diversi operatori di mercato di accedere alla nostra liquidità. Attraverso spread stabili e stretti, riduciamo il costo implicito di negoziazione per gli investitori.
Essere in grado di gestire in maniera efficiente le posizioni derivanti dall’attività di trading “on” & “off” exchange (quindi un elevatissimo livello di risk management), unitamente all’adozione di sofisticate tecnologie di connessione con le Borse a livello globale, sono fattori determinanti del nostro successo come Market Maker.
 
Il nostro sistema integrato di market making per le differenti linee di business – Opzioni, Equity, Futures, ETP, eccetera – ci consente di avere accesso ad un pool interno di liquidità alternativo, permettendoci così di poter prezzare in maniera tempestiva ed efficiente nella maggior parte degli scenari di mercato.
In tempi rapidissimi, siamo in grado di registrare movimenti di prezzo negli strumenti che adottiamo per fini di copertura, processare tale informazioni e modificare di conseguenza le nostre quotazioni sul mercato.
Operiamo in un contesto altamente regolamentato e monitorato.
 
L’attività di market making è infatti soggetta a norme e vincoli imposti dalle Borse (tra cui Borsa Italiana) e dal regolatore.
Tali norme vengono indicate con l’obiettivo di mantenere i Mercati “equi” ed “ordinati”, cercando di migliorarne l’efficienza tramite spread contenuti e aumentata liquidità a prescindere dalla condizione.
 
Come opera un Market Maker
 
Un Market Maker, per la natura stessa del suo business, non prende mai posizioni direzionali.
Il ruolo di market maker consiste solamente nel mostrare bid/offer a cui è disposto a tradare.
Ne consegue che la discriminante risulta essere l’abilità del market maker di coprirsi correttamente, dopo ogni trade, dal rischio mercato minimizzando ogni potenziale perdita (essere delta neutral3). L’ “Hedge” altro non è che un trade fatto su un altro strumento – basket di azioni sottostanti, futures, altri ETF o una combinazione degli stessi - che permette di neutralizzare il rischio derivante dalla posizione.
L’abilità nel trovare lo strumento di copertura più indicato per ogni singolo trade è l’elemento chiave nel business model di un Market Maker.
Quanto più un market maker è in grado di implementare una strategia di hedging efficiente, tanto più competitivi saranno i prezzi a cui sarà disposto a scambiare sul mercato.
 
Un esempio di hedging
 
Pricing di un generico ETF, quotato sul mercato ETFplus di Borsa Italiana, che replica l’andamento dell’indice FTSE/MIB.
Il primo passo è l’analisi dello strumento, la sua composizione e le sue caratteristiche (componente cash, tipo di replica, etc.). Successivamente viene studiato lo strumento di hedging più indicato; ossia bisogna trovare quello strumento (o combinazione di molteplici strumenti/strategie), che ci permetta di coprirci nel miglior modo possibile.
La qualità dell’hedging (strumento + liquidità) funziona da driver per il nostro pricing.
Nella situazione in cui ci trovassimo a comprare un ETF, per implementare una corretta strategia di copertura, dovremmo vendere una quantità “X” dello strumento individuato come Hedge Instrument - nel nostro caso il contratto future sul FTSEMIB – in modo da rendere la nostra posizione delta neutral.
Nella funzione di Market Maker, quando mostriamo continuamente bid/offer, deriviamo i nostri prezzi dal livello teorico – in quel preciso istante - in cui saremmo in grado di coprirci qualora concludessimo un trade.
Il prezzo mostrato da un Market Maker riflette la liquidità immediatamente disponibile dello strumento usato come Hedge.
In questo caso il book del FTSE/MIB Active contract future è usato come proxy immediata per determinare la liquidità/spread del relativo ETF.
 







La liquidità sul book indica come teoricamente sia possibile vendere fino a €3mln - top level.
Quando mostriamo il prezzo in acquisto sull’ ETF sul FTSE/MIB consideriamo automaticamente la liquidità immediatamente disponibile dello strumento di copertura per circa €3mln.
Questo vuol dire che siamo in grado di mostrare, in acquisto, fino a €3mln per l’ETF senza doverne modificare il prezzo.
Il tutto è reso possibile grazie alla liquidità del mercato IDEM di Borsa Italiana, dove è negoziato il future in oggetto.
 
Conclusione
 
I Market Maker ricoprono un ruolo fondamentale per l’efficiente funzionamento dei mercati sia in condizioni “normali” che “eccezionali”, permettendo agli investitori di accedere alla necessaria liquidità quando altri operatori sono meno inclini a scambiare.
Grazie alla continua presenza sul mercato, favoriamo lo sviluppo di un ambiente di trading più sano per l’intera comunità finanziaria.
Borsa Italiana supporta i programmi di Specialist, Advanced Liquidity Provider e Market Maker Mifid24 che contribuiscono al beneficio/interesse collettivo dei mercati finanziari e dei suoi operatori, ovvero, rendere i mercati efficienti e affidabili.

Articolo a cura di Leonardo Ricci - D1 Institutional Trading – Italia - Optiver*

 
*Disclaimer
 
Optiver V.O.F. or “Optiver” is a market maker licensed by the Dutch Authority for the Financial Markets (AFM) to conduct the investment activity of dealing on own account. All investment activities contemplated in this presentation are undertaken in the Netherlands and provided on a principal to principal trading basis with eligible counterparties only. Optiver does offer any MIFID investment service.
This communication and all information contained herein does not constitute investment advice, investment research, financial analysis, or any other form of recommendation relating to transactions in financial instruments, services related to underwriting or any investment service or activity other than dealing on own account. Any unauthorized use, review or dissemination of this communication and all information contained herein is strictly prohibited.
 
1IHS Markit data “Market business” 1H2018 & 06/02/18
2Bloomberg RFQE and Tradeweb LLC data
3Essere Delta Neutral vuol dire coprire ogni eventuale rischio di incorrere, successivamente al trade, in una perdita a seguito di movimenti di mercato.
4 Borsa Italiana - https://www.borsaitaliana.it/etf/specialistlpeadlp/specialistelp.htm
Specialista: un intermediario, aderente al mercato, che si assume l'obbligo di esporre in via continuativa ordini in acquisto ed in vendita con obblighi sia in termini di quantità minima da esporre in acquisto ed in vendita, sia in termini di massima distanza percentuale tra il prezzo cosiddetto denaro (bid) e il prezzo cosiddetto lettera (ask). Ogni ETF, ETC/ETN quotato ha uno specialista ufficiale.
Advanced Liquidity Providers: operatore al quale Borsa Italiana riconosce uno sconto totale dalle trading fees derivanti dall’assolvimento degli obblighi di sostegno alla liquidità di ETF, ETC ed ETN esponendo in conto proprio proposte di negoziazione in acquisto e/o in vendita. Non c'è limite al numero di Advanced Liquidity Provider per ogni strumento.
MIFID II market maker: Sono operatori che avendo condotto una strategia di market making come disciplinato nel Regolamento n. 2017/578/UE hanno stipulato un accordo di market making con Borsa Italiana.
 



 

Pubblicato il 18/09/2019