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La fase “Oltre”

Di Carlo Benetti – GAM Investments; Massimo Giorgini, Luca Bagato – Borsa Italiana | Dopo la pandemia, governi e policy-maker dovranno preoccuparsi di nuove e diverse relazioni industriali, di modelli di crescita inclusivi, fra transizione digitale e sostenibilità.

La pandemia non solo ha messo fine al ciclo di espansione più lungo della storia, ma costituisce un momento di rottura, un cambio di paradigma che costringe tutti, governi e singoli risparmiatori, a fare i conti con l’improvvisa accelerazione che Covid19 sta dando ai fenomeni già in corso.
Nel prossimo futuro faremo i conti con il maggior interventismo dei governi nella gestione dell’economia, con l’accelerazione della trasformazione digitale, con la riorganizzazione dell’offerta dei servizi e delle catene di fornitura. Faremo affidamento su politiche monetarie ultra-accomodanti ma faremo i conti anche con l’aumento senza precedenti del debito globale.
La pandemia costringe anche il risparmiatore a uno sforzo di migliore comprensione.
Sui mercati finanziari è in corso un tiro alla fune tra “l’umor allegro”, rinfrancato più dagli stimoli monetari e fiscali che dalle prospettive di utili, e il rischio che nuovi lockdown possano raffreddare la ripresa economica.

Il “denaro magico” delle banche centrali e i rendimenti obbligazionari schiacciati al pavimento sono il vento nelle vele dei listini, dall’altra parte abbiamo l’incertezza radicale che annuvola questa ansa della storia e provoca l’accumulo di risparmio sui conti correnti.
L’eccesso di liquidità non è un fenomeno solo italiano, costituisce ad ogni latitudine un sedativo a lento rilascio. La rinuncia a qualsiasi forma di investimento comporta infatti non solo il mancato rendimento di oggi ma anche la mancata capitalizzazione composta domani.
Se gli investitori fanno i conti con la forza persuasiva del fenomeno TINA, “There Is No Alternative”, non c’è alternativa all’investimento azionario, dall’altra sperimentano i meccanismi della finanza comportamentale, il cosiddetto FOMO, “Fear of Missing Out”, la paura di andarsene e perdersi il meglio.

Abbiamo prova di questo fenomeno non solo sui mercati europei ma anche e soprattutto sul mercato americano, dove gli investitori retail – forzati dalla quarantena e talvolta anche dalla temporanea disoccupazione a rimanere a casa – hanno significativamente incrementato l’attività di trading online su azioni e opzioni, sostenendo ulteriormente il processo inflattivo dei corsi azionari e della volatilità implicita nel settore dell’innovazione tecnologica (Tesla, Amazon, Apple, Netflix, ecc.). Citadel Securities – uno dei principali market maker su scala globale – ha dichiarato che circa il 25% del controvalore scambiato sui mercati azionari U.S. origina da investitori privati.
Nessuno ha voglia di abbandonare la festa quando i camerieri-banche centrali non smettono di servire gli alcolici, come invece dovrebbero fare “quando la festa si scalda troppo”. Al contrario, sembra non vogliano smettere di shakerare. Viviamo tempi interessanti in cui anche in economia e nel governo della moneta assistiamo a prassi senza precedenti!

In queste settimane si parla molto di “Fase 2”, poco o nulla si dice della “Fase Oltre”, cioè di quel lungo termine in cui le cicatrici dovranno essere sanate e messe a frutto le esperienze di oggi.
Nella “Fase Oltre” governi e policy-maker dovranno preoccuparsi di nuove e diverse relazioni industriali, di modelli di crescita inclusivi, capaci di tenere assieme la transizione digitale e le istanze della sostenibilità, in altre parole coniugare le politiche del lavoro con quelle industriali e ambientali.
Si dovrà tenere conto che in alcune zone o Paesi, soprattutto emergenti e di frontiera, la fase “oltre” potrebbe essere ritardata da strutture sociali e sanitarie molto deboli e quindi ci potrebbero essere deflussi di capitale istituzionale che, invece, hanno sempre accompagnato le fasi forti dei cicli di riavvio economico globali.
Potrebbe esserci necessità di liquidità straordinaria, mirata ed elargita dal Fondo monetario o dalla Banca mondiale mentre nel resto del mondo le banche centrali cominciano a ritirarla, con effetti asimmetrici e pericolosi per il mondo dei cambi.
Nel suo piccolo, la “Fase Oltre” del risparmiatore è quel lungo termine in cui il risparmio contribuisce alla serenità della famiglia e che va preparato e costruito oggi. La liquidità sui conti correnti è rinuncia all’investimento ma è nel lungo termine che si avvertiranno i suoi effetti nefasti. È dunque auspicabile che l’azione delle istituzioni vada nella direzione di favorire una più efficiente allocazione delle risorse finanziarie dormienti a servizio di investimenti pubblici e privati, attraverso lo sviluppo di un senso di “cittadinanza economica”.
L’eccessiva attenzione al breve termine fa perdere di vista l’“Oltre”, il lungo periodo dove giacciono i veri obiettivi del risparmio.
Meglio evitare che per paura del futuro ci si comporti come se non ci fosse un futuro.
 
 

Pubblicato il 05/10/2020

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