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La sfida virtuosa della Finanza ESG

Maria Rodolfi | Alla Digital TOL Expo di Borsa Italiana, mercoledì 21 alle ore 15.15, Alessandra Franzosi, Asset Owners & ESG Investing Borsa Italiana, La rilevanza dei fattori ESG nella costruzione dei portafogli di investimento.

“Da fenomeno di nicchia a mainstream, la sostenibilità è oramai una tematica trasversale per i mercati finanziari a livello globale e soprattutto europeo”. Si esprime così Alessandra Franzosi, Asset Owners & ESG Investing di Borsa Italiana. E aggiunge: “Gli investitori stanno mostrando una maggiore sensibilità verso la finanza sostenibile modificando l’allocazione dei capitali e partecipando alle sempre più numerose iniziative di engagement nei confronti delle società”.
 
I numeri, del resto, parlano chiaro: “Nel corso degli ultimi anni – prosegue Alessandra Franzosi - la percentuale di asset under management gestiti da professionisti in maniera sostenibile è cresciuta fino ad arrivare nel 2018 a oltre 30 trilioni di dollari nel mondo e a 14 trilioni di dollari in Europa, secondo Global Sustainable Investment Alliance. I 3000 firmatari PRI hanno raggiunto un totale di asset under management di oltre 100 trilioni di dollari a marzo 2020”.
 
Dr.ssa Franzosi, può anticipare cosa tratterà il suo intervento alla Digital Tol Expo, mercoledì 21 ottobre (ore 15.15 ndr.)?
 
Illustrerò come i fattori ESG rappresentino ormai una parte sempre più integrante nella costruzione dei portafogli degli investitori, siano essi grandi investitori istituzionali che risparmiatori finali. Durante il seminario verranno proposte le recenti evoluzioni in tema di approcci e strategie ESG, verranno descritte le principali variabili ESG da considerare e come l’industria finanziaria sta reagendo a questo cambiamento.

A proposito di Finanza Sostenibile, è un trend in via di consolidamento anche in Italia?
 
Si. In Italia gli investitori istituzionali che adottano strategie di investimento sostenibile sono, secondo Itinerari Previdenziali, il 49% nel 2019 e investono in esse una quota crescente del proprio portafoglio, tra il 75% e il 100% per oltre la metà dei casi. Inoltre, la maggior parte di coloro che non ha ancora adottato tali strategie dichiara che lo farà in futuro. Tra le strategie sostenibili, in crescita costante rientrano  integrazione, engagement e impact investing.
 
Oltre alla sensibilità ambientale vi sono, a suo giudizio, altre ragioni che spiegano questo interesse?
 
Direi che occorre aggiungere, come fattore di accelerazione, la normativa europea sul tema che è sempre più ricca e in continua evoluzione. Ciò  spinge gli investitori verso la trasparenza delle loro politiche di investimento sostenibile e delle attività svolte in quanto azionisti di società quotate. Basti citare ad esempio le implicazioni della Direttiva 2017/828 (Shareholder Rights Directive II). Si sono così moltiplicati i momenti di dialogo tra investitori e imprese sulle strategie di sostenibilità adottate.
 
Può fare qualche esempio concreto?
 

Il primo esempio che viene in mente sono i numeri registrati dall’Italian Sustainability Week, evento di Borsa Italiana dedicato alla sostenibilità, la cui prima edizione risale al 2017. Nata come risposta concreta alla necessità di emittenti e investitori di momenti formativi, occasioni di dibattito e di dialogo diretto tra aziende e investitori, la Conferenza è cresciuta nel corso degli anni raccogliendo una partecipazione sempre più numerosa.
 
Cosa è emerso nel corso dell’edizione 2020?
 
Innanzitutto, per la prima volta l’edizione del 2020 si è svolta nel corso di un’intera settimana e in forma digitale, per rispondere alle esigenze imposte dalla pandemia, coinvolgendo un numero significativo di stakeholder: 49 società – di cui 47 quotate che rappresentano circa il 55% della capitalizzazione di mercato – sono state coinvolte in più di 700 meeting virtuali con oltre 200 investitori sia domestici, sia internazionali per discutere la propria strategia di sostenibilità. Rispetto alla prima Conferenza organizzata nel 2017, il numero delle aziende partecipanti è triplicato e gli investitori coinvolti sono passati da 30 a più di 200.
Il 60% degli investitori è stato domestico, il 40% internazionale da Paesi come Francia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti.
 
Di cosa si è discusso nel corso della settimana?
 
Sono state condivise esperienze d’eccellenza, sia di imprese che di investitori attraverso oltre 40 video registrati. Da questi contributi sono emersi messaggi chiari che testimoniano l’adozione di concreti piani di crescita sostenibile e di strategie di investimento dedicate. In particolare, le imprese riconoscono che devono focalizzarsi sull’integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale, sostenibilità che diventa motore di innovazione e genera così un circolo virtuoso. Gli investitori auspicano che il dialogo con le imprese abbia come oggetto non solo i dati Esg storici, ma anche gli obiettivi futuri e i processi messi in atto per raggiungerli. Imprese e investitori sono sempre più consapevoli di dover instaurare su questi temi una relazione collaborativa di medio-lungo termine. Si concorda su come il Covid-19 abbia spinto a un’accelerazione del cambiamento in atto, dimostrando come integrare la sostenibilità renda più resilienti durante gli shock macroeconomici.
 
Quali altre iniziative per Borsa Italiana, oltre all’impegno dell’Italian Sustainability Week?
 

L’obiettivo è lavorare insieme per rendere i mercati dei capitali italiani luogo di innovazione in tema di Corporate Sustainable Finance, affinché i progetti di crescita sostenibile del nostro tessuto produttivo possano trovare un ecosistema adeguato per essere finanziati e realizzati. A tal fine è stata lanciata la Capital Markets Sustainable Finance Partnership. Inoltre, è stata di recente creata una nuova sezione del sito di Borsa Italiana interamente dedicata alla finanza sostenibile con l’obiettivo di supportare tutti i partecipanti al mercato (Consulta la sezione dedicata)
 

Pubblicato il 01/10/2020

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