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TOL Expo: Alla scoperta del microFIB

Di Michela Mercante | Tariq Dennison, wealth manager presso GFM AM, Elide May Gravina di Borsa Italiana e Luca Giusti, trader sistematico, insieme alla Digital TOL Expo per presentare il nuovo future sull’indice FTSE MIB. Giovedì 22, ore 11:30-12:30, MAIN STAGE.

Tariq Dennison, laurea in ingegneria finanziaria a Berkeley, California, lavora a Hong Kong come Wealth Manager presso GFM Asset Management, dopo una brillante carriera in primarie banche internazionali (SocGen, Bear Stearns, JP Morgan), trascorsa fra Toronto, Londra e New York.
 
Alla Digital TOL Expo, Dennison terrà una conferenza insieme a Elide May Gravina, relationship Manager, Equity and Derivatives Markets, Borsa Italiana e Luca Giusti, esperto in trading system, dal titolo “MicroFIB, il nuovo future sul FTSE MIB di Borsa Italiana: perché ha senso in ottica sia di investimento che di trading” (giovedì 22, ore 11:30-12:30).
 
Mr. Dennison, può dare qualche anticipazione sul suo intervento alla Digital TOL Expo 2020?
 

Non vedo l'ora di condividere il mio punto di vista come investitore a lungo termine, con sede in Asia, su come confronto l'Italia con altri mercati. Anche perché conto di investire sul vostro Paese e di utilizzare i contratti microFIB di Borsa Italiana per un'esposizione a più lungo termine. L'Italia è stata di grande interesse per gli investitori asiatici all'inizio dello scorso decennio, durante la crisi dell'Euro, e di nuovo nell'ultimo anno, quando è diventata il primo Paese europeo a sottoscrivere l'iniziativa "Belt and Road" della Cina.
 
Nell’ambito del Wealth Management come si possono utilizzare derivati quali il microFIB per i portafogli dei suoi clienti?
 
Anche per gli investitori a lungo termine, i contratti a termine hanno dei vantaggi rispetto agli ETF, soprattutto quando facciamo leva o vendiamo allo scoperto. Le dimensioni più piccole dei contratti, rispetto ad esempio al FIB, ci offrono maggiore flessibilità per scegliere livelli di esposizione molto più fini, soprattutto per i conti più piccoli. Gli investitori con sede in Asia, che hanno una disponibilità con conti da 100.000 euro considereranno opportuna una percentuale pari a +/- 4.000 euro di esposizione in Italia, in quanto impiegare, ad esempio, 20.000 euro sarebbe una percentuale troppo alta da destinare solo all'Italia.
 
In questo 2020 di pandemia e di volatilità esasperata, come è possibile fare buon uso del titolo del suo libro pubblicato nel 2018 “Investire fuori dagli schemi”?
 

Ho scritto “Invest Outside the Box” per contrastare quello che da parte di molti operatori mi sembrava un livello di attenzione sempre maggiore e troppo marcato su benchmark di mercato di grandi dimensioni (e ponderati), come l'indice S&P 500 o l'EuroSTOXX 50, piuttosto che gli indici obbligazionari “Aggregate”. Al contrario, le idee che espongo nel libro includono che si guardi con attenzione ai mercati emergenti e di frontiera, alle aziende più piccolo, nonostante quest’anno possano avere sottoperformato. In ognuno degli 11 capitoli cerco dare ai lettori alcuni spunti su dove guardare se ritengono che “l'intero mercato” sia sopravvalutato.
Per ciò che riguarda il Covid-19, forse la cosa principale che è cambiata, abbastanza rapidamente, è l'uso meno lungimirante che vedo nel reddito fisso tradizionale: a me sembra evidente che è diventato ancor di più essere un emittente di debito, piuttosto che un suo acquirente.

 

Pubblicato il 19/10/2020

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