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ETF 2022: il ciclo di crescita sembra destinato a perdurare

A cura di Franklin Templeton Investments | Jason Xavier, Head of EMEA ETFs Capital Markets, Franklin Templeton, illustra le tendenze che si profilano all’orizzonte per i fondi negoziati in Borsa e quali aree cresceranno

Negli ultimi due anni, ho aperto i miei post sul blog rimarcando l’evoluzione tortuosa del COVID-19 e cercando segnali ottimistici di un ritorno ad una maggiore “normalità”. Una “nuova normalità” potrebbe imporci vaccinazioni periodiche e, forse, compresse antivirali come appuntamento fisso, ma all’orizzonte si intravede la speranza di giorni migliori. A dispetto di questo scenario, paradossalmente gli investitori nutrivano aspettative rialziste e - in contemporanea - il settore degli ETF segnava un boom. Questi strumenti hanno visto crescere la loro diffusione sul mercato, come pure la loro massa gestita (AUM), le emissioni di nuovi fondi e la nostra approvazione generale circa la loro capacità di consentire agli investitori di raggiungere i loro obiettivi in modo economicamente efficiente.

Ancora una volta, quindi, è arrivato il momento di fissare alcuni obiettivi e, naturalmente, di elaborare alcune previsioni sugli ETF per il 2022, da un’ottica europea.

Nel 2021 gli ETF hanno ottenuto risultati record sui mercati globali: un AUM che ha sfiorato i 10.000 miliardi di dollari e nuovi flussi netti per oltre 1.000 miliardi di dollari1 Questi risultati sono seguiti ai record dell’anno precedente, quando i livelli di volatilità associati al COVID-19 avevano probabilmente reso l’ETF un veicolo adatto nel trasferire efficacemente il rischio nei mercati volatili.
Quale sarà, dunque, il possibile scenario del 2022? Proverò a illustrare alcune tendenze che vedo profilarsi. 

Previsione 1: nel 2022 il maggior incremento relativo dell’AUM riguarderà gli ETF obbligazionari a breve termine.

Marzo 2020 e l’aumento della volatilità dovuto all’avvento del COVID-19 sono in genere considerati l’ultimo test di robustezza necessario per l’adozione di massa degli ETF. Questa fase di volatilità ha restituito una migliore immagine dell’universo obbligazionario e incrementato  l’interesse verso le soluzioni ETF in quanto mezzo efficace per ottenere liquidità in periodi di stress. È un tratto vitale per molti investitori esposti ai recenti picchi di volatilità legati alla pandemia. A nostro parere, inoltre, gli afflussi netti record registrati dagli ETF negli ultimi due anni confermano che questo strumento offre un’efficace soluzione core, tattica e liquida, in grado di aiutare molti investitori a raggiungere i loro obiettivi di investimento obbligazionario.

Con il mutare dello scenario economico e la riapertura delle economie, è evidente che molti investitori si stanno posizionando in vista della reazione delle banche centrali ai picchi di inflazione. Non essendo un economista, lascerò ogni valutazione sul mercato dei tassi d’interesse e delle obbligazioni ai nostri esperti interni. Tuttavia, ho avuto modo di osservare quanto la duration può impattare su un portafoglio, a seconda del posizionamento. Di conseguenza, data la previsione di un aumento dei tassi d’interesse nel 2022, quest’anno è probabile che molti investitori continueranno a posizionarsi sull’estremità corta della curva dei rendimenti e - a mio parere - che gli ETF a breve termine sovraperformeranno le emissioni obbligazionarie a lungo termine.

Previsione 2: fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) raddoppieranno gli afflussi di AUM nel 2022.

Anche quest’anno ho incluso gli ESG nelle previsioni.
L’anno scorso, quasi tutti gli ETF lanciati contenevano una componente ESG, le cui dinamiche positive continuano a dominare molte analisi. Per i flussi di ETF ESG europei è stato un altro anno record: gli afflussi netti sono raddoppiati, passando dai 43 miliardi di dollari del 2021 a 87 miliardi di dollari. L’introduzione del nuovo Regolamento dell’Unione Europea (UE) relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) ha offerto un’utile spinta a questa crescita e non vedo motivi per i quali questa tendenza dovrebbe cessare.
Ritengo, tuttavia, che l’interesse per gli ETF conformi alla classificazione dell’Articolo 9 della Direttiva SFDR dovrebbe consolidarsi tra gli investitori. Quest’anno, inoltre, gli ETF ESG che offrono un impatto misurabile dovrebbero intercettare una quota più elevata dei flussi in entrata.
Per la parte obbligazionaria, nei prossimi quattro anni l’UE prevede di emettere green bond per oltre 200 miliardi di euro - una buona opportunità per gli investitori interessati a generare un impatto. Per la parte azionaria, quest’anno crediamo che i prodotti incentrati sulla qualità si accaparreranno la quota più ricca dei flussi.

Previsione 3: nel 2022 i Paesi dei mercati emergenti globali che affrontano i problemi della catena di approvvigionamento segneranno un rimbalzo, con conseguente crescita degli AUM.

I problemi della catena di approvvigionamento globale continuano a riguardare molte aziende dipendenti dalle importazioni estere e dai costi crescenti dei trasporti in tutto il mondo. Dai semiconduttori ai macchinari per gli impianti, la questione pesa sui consumatori e sulle imprese a livello globale. Il quadro attuale è insolito, al punto da riuscire ad alimentare, nel Regno Unito, un trend positivo anche nel mercato delle auto usate, come non mi era mai capitato di vedere in tutta la mia vita. La carenza di nuove vetture finisce, infatti, per riversare la domanda sul mercato dell’usato.
I poli produttivi mondiali sono ancora molto sbilanciati verso i Paesi emergenti. Germania esclusa, la catena di approvvigionamento mondiale rimane fortemente dipendente da Cina, Corea del Sud e Taiwan.

Alcuni credono che il problema persisterà per diversi anni, mentre altri anticipano una normalizzazione a partire da quest’anno. Alla luce di ciò, credo che i mercati emergenti che esportano verso un unico Paese sovraperformeranno i mercati meno concentrati sulle esportazioni chiave, con conseguente aumento degli AUM degli ETF associati nel corso di quest’anno.



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I gestori di investimenti basati su fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) possono selezionare i titoli considerando fattori al di fuori delle tradizionali informazioni finanziarie, con conseguente possibile scostamento delle performance relative degli investimenti rispetto a quelle di altre strategie o dei parametri di riferimento generali di mercato, laddove tali settori o investimenti risultassero favoriti o penalizzati dal mercato stesso. Inoltre, le strategie ESG possono fondarsi su alcuni criteri basati sui valori per eliminare le esposizioni rilevate in strategie simili o in parametri di riferimento generali di mercato, anche in questo caso con conseguente possibile scostamento delle performance relative degli investimenti.
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1 Fonte: Bloomberg.

Pubblicato il 11/03/2022

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