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Focus sui mercati finanziari

Di Michela Mercante | Il contesto macroeconomico e i possibili scenari per equity, bond e commodity nell’analisi di Gaetano Evangelista, AD Age Italia.


Dr. Evangelista, gli sviluppi della guerra in Ucraina appaiono ancora imprevedibili, quali effetti si osservano sui mercati finanziari? Si scorgono nubi recessive?


In queste settimane si dibatte molto sulla funzione segnalatrice della curva dei rendimenti americana. Tipicamente le banche raccolgono risparmio a breve termine, impiegandolo a lungo termine nella erogazione di prestiti. Lo spread fra i tassi di interesse costituisce il margine ottenuto per l’intermediazione creditizia.
Quando questo premio si azzera o diventa addirittura negativo, le banche non hanno alcuna convenienza ad erogare finanziamenti, e il conseguente credit crunch anticipa la caduta dell’economia in recessione.
Questo ci dice la teoria. La realtà è però molto più complessa, perché bisogna stabilire i termini temporali del confronto, e riconoscere un lead time molto ampio. Insomma, la notizia di una imminente recessione è fortemente esagerata, per dirla con Mark Twain.



In AGE Italia calcoliamo la percentuale di tutti i segmenti della curva dei rendimenti americana, dai tre mesi ai trent’anni, correntemente inclinati negativamente. Al momento il “contatore” è fermo al 10%: ci sono alcuni tratti della curva che non fanno ben sperare, ma dovremmo raggiungere una proporzione non inferiore al 65%, prima di prevedere, fra non pochi mesi, una recessione economica.
Senza considerare che è alquanto bizzarro prevedere nell’immediato una contrazione del ciclo economico, con i tassi di interesse a lunga scadenza che stanno salendo.
 
A proposito di mercati obbligazionari, dunque cosa succede?
 
Un dato su tutti: l’indice generale del mercato obbligazionario di qualità, anche al netto delle cedole, ha perso terreno in ben sette degli ultimi otto mesi. Dal 1976 in avanti, una simile successione negativa non era stata mai registrata prima d’ora.
Con l’abbattimento di argini che nei decenni hanno sempre contenuto le fasi negative del mercato obbligazionario si concretizza sempre più I rischio  di un mutamento epocale del settore e quindi le scadenze più brevi sarebbero da preferire.



Pertanto come valutare il comportamento degli investitori in obbligazioni davanti alla performance negativa conseguita nel 2022?
 
Da quando la Federal Reserve ha avviato il Quantitative Easing nel 2009, in termini total return il mercato azionario ha corrisposto una performance del +713%, mentre il mercato obbligazionario ha reso “solamente” un +54%, al netto della debacle degli ultimi due anni. Eppure, a fronte di questi risultati, i fondi comuni azionari hanno beneficiato negli Stati Uniti di una raccolta netta di 520 miliardi di dollari; quelli obbligazionari, hanno ottenuto 3.37 trilioni di dollari, al netto dei riscatti.
 
Cosa si può dire sull’equity, partendo da Wall Street?
 
Finché il biglietto verde risulterà apprezzato, Wall Street continua a sovraperformare i listini del resto del mondo, pur in presenza di parametri fondamentali meno interessanti di altre borse, e una sovra-rappresentazione dei settori Growth che godono ora meno del favore degli investitori. Di recente abbiamo assistito un rimbalzo dei listini, lo possiamo vedere, ad esempio, dall’indice S&P500 (grafico qui sotto). Ho qualche dubbio, tuttavia, che assisteremo a breve a una ripresa del bull market, come accaduto durante la pandemia.
Aggiungo subito che sui listini azionari d’Europa è meglio essere cauti, certamente fino a quando continuerà il conflitto in Ucraina.