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Il Toro può ancora correre

Di Michela Mercante | Gaetano Evangelista, Ad di Age Italia, sarà uno dei relatori del seminario “Strumenti a confronto: come utilizzare i diversi strumenti di Borsa Italiana per affrontare gli attuali scenari di mercato”, previsto al TOL Summit, Mercoledì 20 ottobre (ore 10:30 - 11:45).


Dr. Evangelista, su quali aspetti di mercato concentrerà il suo intervento al TOL Summit?


Premesso che tutti gli strumenti di investimento possono essere validi purché maneggiati con cura e consapevolezza, mi riferisco a Fondi, ETF o ai vari derivati offerti da Borsa Italiana, da un anno e mezzo stiamo vivendo un momento positivo per i mercati azionari. Purtroppo, non a caso, il fenomenale exploit delle Borse ha coinciso con la pandemia e il rimbalzo delle economie. In particolare l’Italia è, fra le nazioni del G7, quella che esprime quest’anno i dati macro più singolari, rispetto alle aspettative. Al TOL Summit parlerò soprattutto di mercati azionari.

Quali gli scenari più probabili per l’ultimo trimestre 2021?

Sono stato e rimango bullish. In generale, credo che l’ultimo trimestre possa chiudersi con un saldo ancora positivo. Ho qualche incertezza per le prossime settimane, ma a livello di indici mondiali i massimi assoluti possono essere migliorati prima di gennaio. Il Toro può ancora correre…

E allungando lo sguardo al 2022?

Qui incominciano le prime nubi, perché stiamo già scontando il migliore dei mondi, sia in termini di crescita economica, sia in termini di crescita dei profitti aziendali. Prendiamo gli Stati Uniti. Non conosciamo ancora i dati del terzo trimestre, ma gli EPS al momento si espandono del 30% rispetto ad un anno fa, con riferimento alle compagnie dell’indice S&P500, come appare dal grafico sotto.



È un dato lusinghiero, intendiamoci. Ma meno spettacolare del +32% marcato in estate; nei mesi a venire la traiettoria della crescita degli utili convergerà ulteriormente verso il basso. Quindi dei contraccolpi sul mercato azionario potrebbero esserci.

Tra i possibili rischi per l’azionario, oltre alla traiettoria degli utili, ci sono anche: tempistiche sul tapering, aumento dei tassi e l’inflazione. Cosa pensare?

Per esperienza posso dire che le minacce concrete, assai spesso, non provengono da dove rivolgiamo la nostra attenzione. Non so se l’anno prossimo andremo ad impattare contro un iceberg. Per il momento di iceberg non se ne vedono. Ad ogni modo, ribadisco, è una questione del 2022. In particolare: penso che il tapering non costituirà una minaccia se, e fino a quando, il mercato crederà alla narrativa secondo cui la sua tempistica rimarrà “indipendente” rispetto al timing dell’aumento dei tassi ufficiali. Diciamola così: se la crescita dei prezzi al consumo dovesse iniziare a risultare incompatibile con il Fed Funds proiettato dai governatori della Fed fino al 2024, i malumori inizierebbero a montare, forzando la mano al governatore Powell, o a chi dovesse arrivare dopo di lui.
Del resto, l’aumento dei tassi è un problema per chi detiene reddito fisso, per chi già ora si accontenta di rendimenti reali pesantemente negativi. Dopotutto, non è questo un sintomo di economia reale in salute? Non è forse giusto che in un contesto benigno il costo del denaro aumenti? Non è curioso osservare sui dieci anni un tasso reale che fatica a sollevarsi dal -1%?

A tal proposito, il mercato dei bond presenta qualche aspetto interessante? O è meglio tenersi distanti?
 
Facciamo parlare i numeri (grafico sotto). Negli ultimi dieci anni un investimento in titoli di Stato ha reso mediamente poco più del 3.0%, in termini total return, vale a dire includendo anche le cedole, fino a pochi anni fa piuttosto ragguardevoli.



Questo dà la misura del bear market strisciante che vediamo sul reddito fisso, ancor prima di considerare la recente inflazione. Penso che gli investitori debbano fronteggiare la prospettiva che sui bond si possano perdere soldi. Se questa evidenza dovesse diventare mainstream, non oso immaginare dove gli investitori ricollocherebbero il loro denaro.

Domanda d’obbligo sulle commodity, con un accenno ai metalli preziosi. Quali prospettive?

Penso che sull’oro si stia preparando un momento alquanto interessante. Non ci siamo ancora, ma manca poco. Anche gli auriferi, peggiore investimento in assoluto del 2021, sono talmente massacrati che ad un certo punto non si potrà fare a meno di raccogliere qualcosa dal fondo. Sulle altre commodity il grande bull market è già partito. È da un anno che lo vediamo, e gli ultimi dodici mesi non fanno che aggiungere evidenze a questa convinzione.
 

 
 

Pubblicato il 04/10/2021

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