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“Imparare è tutto”, parola di Peter Tuchman

Di Claudio Kaufmann | Il famoso trader del NYSE alla TOX Expo: “Viviamo tempi folli e meravigliosi: sarò felice di insegnare cos’è il trading”.


“La pandemia ha fatto entrare sul mercato oltre 40 milioni di nuovi trader. Ma devono capire che non è facile arricchirsi rapidamente: occorre studiare l’analisi tecnica, quella fondamentale e soprattutto la gestione del rischio”. Così parlò Peter Tuchman, icona del trading nella sala grida del New York Stock Exchange. Per decenni, stante la sua postazione fisica, e il fatto che corresse molto, è stato il trader più fotografato di Wall Street. Anzi, “professional trader”.
Ora arriverà in Italia per partecipare alla TOL Expo di Borsa Italiana. Sarà presente con due appuntamenti, il primo dedicato a un panorama sui mercati, il secondo alla nuova “comunità” dei trader, dotati di app e smartphone.
“Tra Covid, inflazione, guerra e rialzo dei tassi”, aggiunge Tuchman “Stiamo vivendo una tempesta perfetta. E chi non sa gestire gli ordini, al rialzo o al ribasso, rischia di vedere evaporare i propri risparmi. Ho deciso così di fare da insegnante a tutta questa nuova realtà di trader”. Come racconta in questa lunga chiacchierata.
 
Mr. Tuchman, i principali indici azionari di Wall street sono in forte calo da inizio anno, cosa succede?
 
Siamo in una fase in cui la Federal Reserve, a causa dell'elevata inflazione provocata dalla pandemia, è costretta ad aumentare i tassi di interesse per ridurre la liquidità dal sistema. Da inizio gennaio, il mercato ha preso atto della situazione. Dobbiamo renderci conto che tassi di interesse più elevati sono meno favorevoli all'alta tecnologia. Di conseguenza, il settore che più di altri ha guidato il rally azionario nel 2020 e nel 2021 sta ora pagando le conseguenze del rialzo dei tassi. Stiamo vivendo una specie di tempesta perfetta, grazie a un’accelerazione del tapering, cioè la riduzione del bilancio della Fed. Nel 2022 potremmo vedere ben nove rialzi dei tassi di interesse. In aggiunta, mentre in molte parti del mondo si deve ancora tornare alla normalità dopo la pandemia, c’è una guerra in corso tra Russia e Ucraina. Un conflitto armato che ha implicazioni enormi per gli evidenti risvolti sul settore energetico.
 
Insomma, sull’azionario è arrivata una stagione ribassista?
 
Non mi piace usare la parola rialzista o ribassista per descrivere mercati che possono salire di 1000 o 2000 punti in un giorno e poi invertire di 1000 o 2000 punti il giorno dopo. Di solito l’espressione mercato rialzista o ribassista significa un movimento direzionale annuale o decennale o addirittura generazionale.  Diciamo, quindi, che abbiamo vissuto un forte mercato rialzista durante il 2020 e il 2021, con tutti gli indici che hanno superato i massimi storici. Ora, però, i ribassisti sono tornati a farsi vivi e quanto durerà non è chiaro: il rialzo delle borse che ha salvato i mercati durante il Covid, ha anche provocato un’euforia irrazionale, soprattutto sul settore tecnologico. Ora, siamo decisamente in una situazione di vendite generalizzate.
 
Si capisce cosa ha davvero in mente il governatore della Fed, Jerome Powell?
 
In questo momento mi dichiaro un fan di Jerome Powell: credo agisca in modo trasparente, sa il fatto suo e ha fatto la cosa giusta stampando $ 3 trilioni dal 23 marzo 2020, quando il mondo si è fermato bruscamente per la pandemia. Sapeva che tutte le economie del mondo avrebbero subito pesanti effetti dal Coronavirus e che l'unico raggio di speranza poteva arrivare da un mercato azionario in forte sovra-performance. Nel 2007 furono immessi $ 1,5 trilioni nel mercato in 18 mesi. Ebbene, dal 23 marzo 2020 abbiamo immesso sul mercato il doppio, cioè 3 trilioni di dollari in pochi mesi. Tutta questa liquidità ha contribuito ad alimentare l'impennata di Wall Street, ma credo che se non avessimo stampato quei soldi e non li avessimo messi in circolazione oggi saremmo messi peggio. Per questi motivi sono un fan di Powell: la sua strategia è controversa e discussa, ma credo sia stata la pandemia a causare l'inflazione e non la politica della Fed.
E’ evidente che ora lo strumento principe della Fed per frenare l’inflazione può essere solo l’aumento dei tassi di interesse: quante volte verranno alzati e quanto alti diventeranno non sta a me dirlo perché non sono un economista, ma è chiaro che cittadini e imprese dovranno fare i conti con costo del denaro maggiore.
 
In che modo incide a Wall Street la guerra in Ucraina? C’è il timore di un conflitto diretto fra Russia e NATO?
 
Storicamente le guerre hanno un effetto immediato sui mercati azionari, più raramente un effetto a lungo termine. Lo abbiamo visto con l'Iraq e con altri conflitti. La guerra attuale ha però caratteristiche molto diverse in quanto la Russia è uno dei maggiori paesi produttori di petrolio. Un potenziale conflitto nucleare con la NATO, negli Stati Uniti è visto come un disastro incombente. Del resto, l’aggressione della Russia all'Ucraina è inaccettabile e senza precedenti. Penso che il confronto prolungato stia sicuramente minando la fiducia del mercato azionario Usa.
 
Come valuta la corsa delle materie prime, a partire dal petrolio?
 
Chiariamo che non esiste una sorta di “manuale” da utilizzare per un mondo che esce da una pandemia. La corsa alle materie prime è legata alla ripartenza dell’economia dopo la pandemia.  Ci vorrà ancora tempo per rimettere in linea la produzione di materie prime, con le esigenze della domanda e le richieste delle imprese.
 
Quanto fa ancora paura il Covid?
 
Credo che il Covid sia ancora incredibilmente spaventoso, stiamo di nuovo assistendo a una massiccia ondata, ancora una volta negli Stati Uniti, in particolare la variante che sta colpendo New York City è molto contagiosa e la malattia stessa è molto più potente di quanto non fosse Omicron. Non sono sicuro che abbiamo già visto il peggio.
 
La pandemia ha favorito l’ingresso sul mercato di molti nuovi trader, milioni di persone hanno cominciato a fare trading. Cosa ne pensa?
 
La pandemia, gli stimoli della Fed e le app di trading gratuite, hanno creato un ambiente di “democratizzazione” della comunità di trading. Ai vecchi tempi, solo gli investitori accreditati potevano scambiare sul mercato, mentre ora chiunque con $ 100 caricati su un iPhone può fare trading. Come risultato, abbiamo visto un’impennata di 40.50 nuovi milioni di piccoli investitori. Penso sia una cosa meravigliosa. Tuttavia, di fronte al sell-off del mercato negli ultimi due mesi, questi investitori sono in difficoltà. Penso si tratti di persone che devono imparare le sfumature del fare trading, sia quando il mercato sale sia quando scende. Si illude chi pensa di arricchirsi rapidamente. Occorre imparare a navigare, quindi questa nuova comunità va educata. Mi sono assunto il ruolo di insegnare l'analisi tecnica e la gestione del rischio a questa nuova comunità di trader. A tutti dò il benvenuto ma chiedo loro di prestare attenzione perché se non imparano a fare trading correttamente, prima o poi ci lasceranno le penne.
 
Quali consigli a chi si avvicina al trading?
 
Il principale consiglio è quello di studiare per imparare a gestire i trade sia al rialzo che al ribasso. Siamo entrati in un nuovo ambiente, in cui la volatilità la fa da padrona. Viviamo una tempesta perfetta: tassi di interesse, guerra con una superpotenza, i barili di petrolio sballottati come un gabbiano durante un uragano, alta inflazione legata alle catene di approvvigionamento. Infine, c’è ancora il Covid. Insomma, viviamo un momento di assoluta follia e, tuttavia, abbiamo oltre 40 milioni di nuovi trader, ovvero tutti quelli che sono entrati nel mercato dal 23 marzo 2020; persone che hanno premuto un pulsante, pensando fosse uno schema per arricchirsi rapidamente. Questo è un tempo pericoloso e volatile per fare trading, ma è anche il momento migliore per imparare a fare trading: la volatilità esagerata crea un ambiente meraviglioso, quindi sarò felice di aiutare chiunque voglia imparare.
 
 

Pubblicato il 17/05/2022

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