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L'indice della Paura

Di Claudio Kaufmann | Alla TOL Expo un seminario con Vincenzo Riflesso, Head of Market Risk and PnL Reporting: "Ci occuperemo delle perfomance dei trader strettamente legate alla gestione emotiva, in particolare ad una emozione".

Dr. Riflesso, un seminario dedicato in specifico alla gestione della “paura”. Come mai questa scelta?
 
Nel corso del nostro seminario alla TOL Expo di maggio parleremo di come la paura non è solo l’emozione più potente e determinante per un Trader, ma è anche l’elemento chiave per comprendere i nostri comportamenti, e quindi la performance derivante dalle nostre scelte. Nel Trading non è davvero importante cosa accade nel Mercato, ma come ciascuno di noi osserva ciò che accade.
 
Sta dicendo che le performance sono legate soprattutto a fattori emotivi?
 
Negli ultimi decenni, vi sono stati una serie di nuovi studi scientifici sul coinvolgimento delle emozioni nel comportamento umano. Ha cominciato a farsi largo l’idea che le emozioni non solo hanno un impatto, ma sono parte integrante di ogni processo decisionale, e che il non riconoscimento dell’importanza delle emozioni a favore di un approccio puramente logico e razionale, ha portato spesso a conseguenze non previste e disastrose.
 
Con quali effetti sul mondo della finanza?
 
Il mondo della finanza, ed in particolare quello del trading, ha subito mostrato un notevole interesse sull’argomento: migliaia di traders e portfolio managers in tutto il mondo si scontrano quotidianamente con tematiche psicologiche e la gestione delle emozioni. Molti di loro hanno capito che è su questo terreno che si misura la differenza tra il successo ed il fallimento. Tuttavia ogni trader sa che è praticamente impossibile gestire le proprie emozioni in maniera sempre efficiente, soprattutto perché il loro funzionamento è complesso ed articolato. Nemmeno l’algoritmo più potente è in gradi di farlo, tanto meno noi esseri umani.
 
Per questo la Finanza Comportamentale (Behavioral Finance) analizza ogni aspetto del comportamento umano nei mercati finanziari, ma benché fornisca dei modelli interessanti sotto il profilo accademico, a mio avviso trova notevoli difficoltà nell’atto pratico.
 
Quindi, cosa fare? 
 
La mia proposta è di focalizzarsi su una singola emozione, articolarla nelle sue forme più evidenti, riconoscere i suoi tratti più caratteristici e  proporre un approccio decisionale funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi, basato esclusivamente su di essa.
 
In specifico, qual è la singola emozione su cui soffermarsi? 
 
Charles Darwin nel suo libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” esplora le origini animali delle espressioni facciali umane, precisi  “patterns” emotivi prendono forma sul nostro viso cosi come negli animali, da cui secondo la ormai accreditata teoria dell’evoluzione, discendiamo. La paura in particolare ha catturato l’attenzione di Darwin.
 
In effetti, l’emozione più potente e decisiva che contraddistingue non solo noi essere umani, ma l’intero regno animale, è  proprio la paura. Un’emozione che nasce per scopi naturali legati di fatto alla sopravvivenza si è installata nel comportamento umano ed animale sin dalla notte dei tempi. Da un punto di vista strettamente evoluzionistico, è necessaria in quanto la sua assenza avrebbe come naturale conseguenza l’estinzione della specie. 
 
Tuttavia, come molte altre emozioni, l’evoluzione che ha accompagnato il genere umano nel corso del tempo, ha riguardato solo in parte lo spettro emotivo. E mentre la logica e la ragione hanno fatto notevoli passi avanti, le Emozioni sono rimaste radicate spesso nelle loro forme più primordiale. Non a caso una delle frasi più celeberrime in economia è che “l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura, è la paura stessa”. 
 
E’ anche vero che, di questi tempi, di motivi per avere paura non ne mancano…
 
Viviamo tempi in cui la paura è onnipresente in ogni informazione passata dai media: la politica in particolare ne fa un uso strumentale che mira a guidare l’opinione pubblica in una direzione piuttosto che in un’altra: senza andare troppo lontano si possono citare le Twin Towers, la guerra in Iraq, Lehman Brothers, la crisi dell’Euro nel 2010/2011, la Brexit, il Covid, la guerra in Ucraina, e sicuramente ne ho dimenticate moltissime altre.
 
In un bellissimo film che invito tutti a vedere, JFK di Oliver Stone, c’è una particolare scena nel quale Mister ‘X’ (Donald Sutherland) descrive a Jim Garrison (Kevin Costner) come “la guerra è il principio organizzativo su cui si regge ogni tipo di società”: io dico che non è la guerra, ma è la paura.

Pubblicato il 11/04/2022

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