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La mie strategie con i Certificates

Di Michela Mercante | Spiega Stefano Fanton, trader, formatore e scrittore: “In un portafoglio differenziare il rischio è un obiettivo primario: in questo trovano la loro collocazione i certificati”.


Stefano Fanton, trader di lungo corso, fondatore del sito Traderpedia e Socio Ordinario Professional SIAT, vanta al suo attivo diverse pubblicazioni e corsi da formatore. Al TOL Summit parteciperà alla tavola rotonda dal titolo “Come utilizzare i diversi strumenti di Borsa Italiana per affrontare gli attuali scenari di mercato” (mercoledì 20 ottobre, ore 10.30 – 11.45), con un intervento dedicato in particolare ai Certificates.
 
Dr. Fanton, in che modo i certificati possono trovare posto in un portafoglio che già comprende azioni e obbligazioni?
 
Gli strumenti finanziari che l’industria del risparmio gestito crea sono sempre più innovativi. Da un lato si cerca di offrire un rendimento potenziale interessante e dall’altro si prova a limitare il rischio di subire delle perdite, come nel caso dei Top Bonus con barriera solo a scadenza o del Top Bonus Doppia Barriera con 2 barriere a profondità diversa. In un portafoglio la differenziazione del rischio è obiettivo primario dell’investitore evoluto, qui trovano la loro collocazione i certificati.
 
Con i certificati è possibile gestire qualsiasi trend i borsa?
 
Essendo strategie in opzioni cartolarizzate la risposta non può che essere affermativa. Gli “strutturatori” dei certificati hanno creato prodotti per ogni scenario immaginato. Anche a leva.
 
I certificati si prestano per operazioni di trading nel breve o brevissimo periodo?
 
La maggior parte dei certificati sono prodotti da investimento, per il trading veloce ci sono prodotti a leva fissa o variabile che possono essere utilizzati per operazioni veloci.
 
Da trader esperto, quanto tempo dedica alla selezione di certificati?
 
La maggior parte del tempo la impiego nello studio dei sottostanti, poi la selezione dei prodotti e la loro “manutenzione” mi porta via un paio d’ore a settimana. Si tratta di prodotti, nel caso dei bonus cap o dei top bonus, da mantenere anche molti mesi in portafoglio e qui, evidentemente, il tempo maggiore va all’osservazione del sottostante.
 
Un’offerta molto vasta può essere un elemento di difficoltà per l’investitore retail: che consigli dare a chi vuole approcciare questo strumento?
 
Indubbiamente questo è un mondo con un altissimo costo informativo. Ma che può dare delle belle soddisfazioni, non si deve lasciare spazio all’improvvisazione, lo studio e l’osservazione pratica colmeranno ogni lacuna. Il mercato, dopotutto, è il migliore dei maestri se lo si vuole ascoltare. 
 

Pubblicato il 19/10/2021

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