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Un indice davvero Sostenibile

Un indice davvero Sostenibile | Spiega Alessandra Franzosi, Head of Asset Owners & ESG Investing di Borsa Italiana e docente alla Bocconi: “Il lancio del MIB ESG è un ulteriore tassello per la crescita in Italia di un mercato dei capitali sostenibili”.

Dr.ssa Franzosi, pochi giorni fa, precisamente il 18 ottobre scorso, Borsa Italiana ha lanciato il nuovo indice MIB ESG. Cosa rappresenta questo ulteriore passo verso le tematiche della sostenibilità?

Ormai le tematiche della sostenibilità, sintetizzate in tre principali fattori, quali ambiente, sociale e governance, fanno parte del mainstream, sono cioè tematiche condivise in modo sempre più diffuso fra emittenti, imprese ed investitori. Borsa Italiana ha quindi ritenuto che i tempi fossero maturi per proporre questo indice, anche cogliendo l’occasione di essere parte del gruppo Euronext. Il MIB ESG è infatti il secondo indice nazionale ESG (Environmental, Social and Governance ndr) proposto dal Gruppo Euronext, dopo il francese CAC 40 ESG che ha debuttato nel marzo 2021

Come si è arrivati a selezionare il paniere ESG tra le blue chip italiane?

E’ un percorso che comprende anche molte tecnicalità complesse che tralascio per i lettori. Semplificando: in primo luogo si è definito un universo investibile fra 60 società italiane quotate, selezionate tramite un indicatore di liquidità. Il passo seguente sono stati gli “screening negativi” per le società che hanno presentato nei due anni precedenti e hanno tuttora in corso, delle “controversie critiche”, cioè questioni che vanno a ledere, ad esempio, il diritto alla salute o al lavoro, sulla base dei principi indicati dal Global Compact delle Nazioni Unite. Un ulteriore screening ha riguardato altre attività ritenute “critiche” dalla comunità finanziaria, e anche da organismi internazionali, quali il coinvolgimento in settori come armi e tabacco e altro ancora.

Altri passaggi?

Sì, alla fine le società selezionate vengono messe in fila per il loro ESG Score, un punteggio sintetico relativo ai tre fattori citati: ambiente, sociale e governance e le prime 40 vanno a comporre il MIB ESG.
Lo ESG Score è messo a disposizione dall’agenzia di rating Vigeo Eiris (parte integrante di Moody’s ESG Solutions ndr), leader nel fornire ricerche e analisi su tematiche ESG agli investitori e supportare le organizzazioni nei loro percorsi di responsabilità. Vorrei sottolineare tuttavia che la metodologia dell’indice è stata definita da Euronext insieme a Borsa Italiana, e soprattutto insieme alla comunità finanziaria italiana, vale a dire che si è svolta una consultazione con i potenziali utilizzatori dell’indice stesso.

Un passo indietro: qual è il percorso avviato nel tempo da Borsa italiana per favorire un mercato dei capitali sostenibile in Italia?

In effetti, l’indice MIB ESG è solo l’ultimo punto di arrivo di numerose attività che Borsa Italiana ha svolto per facilitare la nascita e la crescita in Italia di un mercato dei capitali sostenibili. Un percorso fondato su alcuni obiettivi, a partire dalla visibilità offerta, attraverso i nostri mercati, dei prodotti e degli emittenti sostenibili; mi riferisco ad esempio al lancio, fin dal 2017, nel segmento del fixed income di un mercato dedicato ai green bond e ai social bond, o alla possibilità attraverso il sito di Borsa Italiana di vedere “fleggati” tutti gli ETF sostenibili.

Cos’altro fa Borsa Italiana per le tematiche ESG?

Vorrei ricordare come, già 5 anni fa, Borsa Italiana ha dato vita all’Italian Sustainability Week, una settimana di dialogo diretto fra società e investitori che si tiene solitamente tra fine giugno e inizio luglio. Lo scorso anno, a causa della pandemia, abbiamo realizzato il Digital Italian Sustainability week. Su questo si possono sottolineare due ordini di grandezza: oltre 60 emittenti hanno potuto parlare della loro sostenibilità in situazioni one to one; abbiamo contato ben 800 meeting one to one di investitori con emittenti equity, quindi società quotate, e da quest’anno anche una buona rappresentanza di emittenti fixed income.

Obiettivi futuri?

L’obiettivo principale rimane sempre quello di sviluppare in Italia un mercato dei capitali sostenibili. Questo significa per Borsa Italiana consolidare il network degli operatori domestici, ciascuno con le sue specificità e le sue professionalità, anche attraverso la Sustainable Finance Partnership. Ad oggi ne fanno parte 26 soggetti quali primarie banche, studi legali, advisory e investitori istituzionali.

In prospettiva, si possono immaginare strumenti finanziari per investire nell’indice MIB ESG, in particolare per il pubblico retail?

Nel caso del francese CAC 40 ESG ci sono voluti circa sei mesi, quindi è auspicabile che per la prossima TOL EXPO del maggio 2022 a Palazzo Mezzanotte, ci possa essere un annuncio in tal senso. Magari sotto forma di un ETF disponibile o di prodotti strutturati, ad esempio nel mondo dei certificati. Ovviamente l’elenco delle 40 blue chip che fanno parte del MIB ESG e che perseguono best practise sui temi della sostenibilità, è già disponibile per ogni investitore.

C’è un problema di diffusione della cultura della sostenibilità fra il grande pubblico, quindi fra gli investitori retail?

Certamente il tema della sensibilizzazione esiste, da parte nostra svolgiamo una continua attività educational nei confronti del pubblico retail. Segnalo che sul sito di Borsa Italiana esiste un’area specifica, recentemente ripensata, dedicata alla finanza sostenibile, dove è possibile recuperare materiali e studi di notevole qualità, informazioni sulle nostre attività, sui webinar che proponiamo periodicamente, sugli strumenti finanziari ESG quotati sui nostri mercati.

Per ulteriori approfondimenti: Finanza Sostenibile - Borsa Italiana
 
 
 
 

Pubblicato il 29/10/2021

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