October 20, 2021

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Tuchman: “La mia nuova mission? Educare ai mercati”

Di Claudio Del Dongo | Il grande trader del NYSE si racconta: “Con la pandemia è nata una generazione di piccoli investitori. Devono imparare regole e segreti del mestiere”. E promette: “Sarò alla TOL Expo 2022”.

Peter Tuchman è una star del News York Stock Exchange. Da 35 anni, ogni mattina, percorre la sala contrattazioni della Borsa più importante del mondo. Dicono anche che sia il trader più fotografato del pianeta. Ora, dopo la grande pandemia, ha deciso che la sua missione sarà formare una nuova generazioni di trader e investitori. “Senza preparazione e senza esperienza – dice – non si sopravvive”. E dà appuntamento alla TOL Expo del maggio 2022 a Palazzo Mezzanotte: “Volerò a Milano e ci sarò”.

Visto dal floor del News York Exchange, cosa è successo con l’inizio della pandemia?

Ricordo che ai primi di febbraio del 2020 il mercato azionario stavano aggiornando i record di tutti i tempi: negli Usa i consumi erano al top e l’occupazione marciava fortissima. Poi, all’improvviso, dal 12 febbraio 2020 al 23 marzo, via via che emergeva la gravità della pandemia, il mondo è cambiato. Ovviamente la pandemia è partita dalla Cina, poi si è diffusa nel mondo: l’Italia, come sappiamo, all’inizio è stato il paese più colpito…

Negli Stati Uniti?

Vedevamo il numero di morti salire ogni giorno, eravamo spaventati, c’è stato un crollo economico. Abbiamo vissuto una situazione senza precedenti, purtroppo non esistono manuali per uscire da crisi del genere, infatti è durata per i 18 mesi successivi. Ebbene, io ero qui, come negli ultimi 35 anni, nella sala contrattazioni del NYSE.

Che differenza con altre crisi che hai visto nella carriera?

Rispetto ad altre crisi, ad esempio quella del 1987 o quella del 2007-2008, questa volta è iniziata come crisi sanitaria, c’era anche chi la negava, come l’amministrazione Trump. Invece non si sapeva nulla, nemmeno se saremmo sopravvissuti come umanità. Sta di fatto che gli operatori hanno cominciato a vendere a mani basse, in breve gli indici sono crollati di oltre il 20 per cento. Ricordo che ogni giorno venivo qui alla Borsa di NY e vedevo ribassi perfino del 7 per cento. E la mattina dopo, magari, si vedevano altri ribassi del genere.
 
Prima dicevi: il mondo è cambiato. In che senso?

La grande novità è stata una forma di democratizzazione della comunità degli investitori, con un flusso di 40 milioni di nuovi trader privati sui mercati finanziari. Un numero enorme, nonostante quello che avveniva nell’economia e mentre la Fed e la Bce iniettavano tre trilioni di dollari (3.000 miliardi di dollari ndr) per sostenere l’economia e i mercati. Grazie a questo, 18 mesi dopo, gli indici sono tornati ai livelli pre-pandemia ed oggi sono già oltre.

Cosa è successo, esattamente?

E’ successo che nel marzo 2020 c’erano ancora forti barriere all’ingresso dei piccoli investitori privati. Prima il solo 1 per cento degli investitori possedeva il 90 per cento di tutti i titoli quotati sulla borsa americana. Ecco, la pandemia ha un po’ cambiato questa cosa, grazie all’entrata di nuovi investitori e trader privati.

Un processo positivo, quindi?

Sì, ma non del tutto. Quando hai molta volatilità, per i nuovi investitori senza formazione e senza esperienza non è facile operare, rischiano di non sopravvivere. E’ importantissimo che questa nuova generazione di investitori, di giovani trader sparsi in tutto il mondo, capiscano l’importanza della formazione. Che poi è quello che cerca di promuovere di Borsa Italiana con iniziative come il TOL Summit, cui ho partecipato con grande soddisfazione.

Chi sono i nuovi trader?

Non è ancora del tutto chiaro, ma oggi chiunque possiede un cellulare e 100 dollari può diventare un trader investitore. Penso a fenomeni come la piattaforma Robin Hood e non solo: è qualcosa che non abbiamo mai visto prima, sono saltate tutte le barriere. Ma non stiamo parlando di Las Vegas o di casinò, non stiamo parlando di scommesse: chi opera deve capire che prima è necessario imparare, raccogliere informazioni, studiare i fondamentali, senza andare a cercare finte consulenze su internet e parlare di strategie di investimento come fossero le fiches della roulette.

Ad esempio?

Pochi giorni fa Netflix ha annunciato gli utili trimestrali: prima il titolo è salito di 50 dollari, poco dopo ha perso 50 dollari. E’ una volatilità pericolosa che può maneggiare solo chi ha le giuste competenze. Altrimenti perdi tutto, anche se sono solo 100 dollari.  

Consigli?

Considero l’analisi tecnica e quella fondamentale, due strumenti indispensabili per gestire la volatilità ed essere profittevoli. Bisogna spiegarlo e farlo capire. E’ quella che considero adesso la mia missione, dopo 35 anni passati nella grande sala del New York Stock Exchange. Peraltro, è l’unica borsa rimasta al mondo dove c’è ancora interazione umana, il resto è fredda elettronica.
Ci sarai alla TOL Expo del maggio 2022?
Assolutamente sì, conto di volare a Milano. Mi sto già organizzando per essere fisicamente presente nella sede di Borsa Italiana, a Palazzo Mezzanotte. Invito tutti a partecipare.

Pubblicato il 05/11/2021

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